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Sergio Marchionne era avanti anni luce: la frase profetica sulla FIAT che oggi fa venire i brividi

Scomparso nel 2018, Sergio Marchionne ha lasciato un enorme vuoto nel mondo dell’industria automotive in Italia, lasciando la completa libertà d’azione a John Elkann. Ancora oggi, paghiamo gli effetti della sua scomparsa.

L’industria automobilistica italiana è al collasso, ed il 2025 potrebbe essere l’anno peggiore da oltre mezzo secolo a questa parte sul fronte della produzione. Stellantis rischia di chiudere questi 12 mesi con appena 300.000 veicoli prodotti, mettendo insieme le auto con i mezzi commerciali, un tracollo che è ormai sulla bocca di tutti. Sergio Marchionne non avrebbe mai permesso tutto questo, e la gestione di John Elkann, ancora una volta, sta producendo più danni della grandine.

Marchionne la clamorosa previsione (ANSA) – Bawauto.it

Marchionne ha attirato su di sé a propria volta delle critiche quando fu costretto a scelte impopolari per salvare la FIAT dal fallimento, ma non c’è dubbio sul fatto che riuscì con un vero e proprio miracolo a risollevare le sorti di un’azienda al collasso. Nelle prossime righe, vi riporteremo una frase che sa quasi di profezia, e che fu pronunciata dal manager ormai oltre due decenni fa all’arrivo in FIAT.

Marchionne, l’attacco alle ferie d’agosto ancora attuale

Molti anni fa, quando era ancora in piena salute, Sergio Marchionne raccontò alla stampa un curioso episodio, che ha collocato nel 2004, nel momento esatto in cui approdò in FIAT, un’azienda che all’epoca era al collasso. Parliamo di una realtà che perdeva 5 milioni di euro al giorno, e fu così che si recò in sede ad agosto, un mese in cui, tutte le altre realtà del mondo continuavano a lavorare, al contrario di ciò che accadeva presso la casa di Torino.

Sergio Marchionne manager di successo (ANSA) – Bawauto.it

Recatosi in sede, si rese conto che non c’era nessuno, e domandò dove fossero tutti. La risposta fu spiazzante, dal momento che gli venne detto che erano tutti in ferie. Marchionne, stupefatto, rispose: “Ma in ferie da che cosa?“. Si trattò di un attacco durissimo alla gestione di quei tempi ed a quella mentalità, ben diversa da quella delle multinazionali straniere. Il manager nativo di Chieti ricordò come le altre aziende non avevano alcun interesse per la mentalità e le tradizioni italiane, e che non era più consentito fermarsi anche per solo pochi giorni. Quell’insegnamento resta attuale anche oggi.

Giovanni Messi

Giornalista pubblicista. Amante del motorsport e della scrittura, passioni che ho coniugato facendone il lavoro che amo. Non fermatevi mai davanti a nulla.

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