Il nuovo marchio italiano nasce a Torino, la gamma sarà accessibile a tutti quanti: che colpo per il paese.
Pochi paesi possono vantare una tradizione pari a quella italiana quando si parla di automobili. Per decenni il nostro paese è stato uno dei fulcri dell’industria europea e mondiale. Anche grazie alla città di Torino, che ha ospitato l’esempio probabilmente più noto di made in Italy a quattro ruote, se si parla di automobili “di tutti”, dal prezzo economico e destinate ad un grande pubblico, la FIAT.
L’industria di oggi, però, presenta moltissime sfide, dalla transizione elettrica con i suoi costi e le sue complicazioni, alla tanta concorrenza che arriva dall’estero (su tutti dalla Cina). Anche l’industria italiana sta soffrendo particolarmente questo contesto, ed è ben lontana dai fasti del passato. Arrivano, però, cenni di ripresa, e presto proprio a Torino potrebbe arrivare una importante realtà, pronta a riportare agli antichi splendori aree e stabilimenti messi in ginocchio da quanto avvenuto negli ultimi anni. Sarebbe, ovviamente, una grande notizia per il nostro paese.
Desner, azienda italiana specializzata soprattutto nella realizzazione dei quatricicli elettrici, sarebbe intenzionata a dare vita ad una nuova realtà, con sede a Grugliasco, nella città metropolitana di Torino. Sono in corso le trattative per dare vita al progetto FIPA S.p.A., che punta a sfruttare la grande tradizione italiana e le risorse del territorio piemontese, ma anche a portare nel nostro paese nuove competenze dall’estero al fine di “riaccendere” l’industria della zona e riportare l’eccellenza italiana agli antichi splendori.
Al momento, si tratta solo di dialoghi, seppur in stato avanzato, bisognerà vedere effettivamente se le trattative sfoceranno in un accordo ufficiale. Le prossime settimane, in questo senso, saranno davvero indispensabili. Secondo la visione di FIPA, la sostenibilità della mobilità europea dipende dalla realizzazione di veicoli più piccoli e accessibili, in linea anche con quella che è la visione dell’UE. L’azienda intende lavorare ad un veicolo che si inserisca tra le categorie L6 ed L7, che dall’Italia possa spopolare anche in Europa, oltre che su queste due specifiche categorie. Il futuro dell’automorive europea, insomma, sembra essere sempre più orientato verso veicoli piccoli e sostenibili, e l’Italia è pronta ad avere un ruolo fondamentale in questa direzione.
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