Non arrivano di certo notizie positive dal sito di produzione Stellantis di Cassino, situato nel Lazio. In merito all’inizio del 2026, c’è subito una notizia estremamente negativa e che non fa ben sperare.
Sta volgendo al termine un anno molto difficile per l’automotive in Italia, con una produzione che è diminuita ancora rispetto al passato più recente, già di per sé non esaltante. Secondo le ultime previsioni, che a breve potrebbero trovare conferma nei dati ufficiali, il gruppo Stellantis non dovrebbe andare oltre i 300.000 mezzi assemblati nel 2025, mettendo assieme auto e veicoli commerciali, un dato drammatico e che sottolinea la gravità della crisi che ha colpito il settore.
Stellantis è stata costretta a procedere a diverse chiusure e sospensioni della produzione in vari stabilimenti, e la crisi si è fatta sempre più pesante, tanto in Italia quanto in Francia. C’è ovviamente chi spera in un cambio di passo per l’inizio del nuovo anno, ma i primi segnali non sono positivi. Per lo stabilimento di Cassino ed i suoi lavoratori è subito arrivata una tegola, che non lascia molte speranze in vista di un 2026 che si preannuncia di grande sofferenza.
Il 2025 è stato un anno nero per lo stabilimento Stellantis di Cassino, situato in provincia di Frosinone, nel Lazio. Qui sono stati registrati i numeri più bassi degli ultimi anni in termini produttivi, ma la musica non pare destinata a cambiare in chiave futura. La produzione verrà fermata dal 2 al 16 di gennaio, lasciando i lavoratori a piedi per oltre due settimane ad inizio dell’anno nuovo, una vera e propria prosecuzione dell’anno che si sta andando a concludere.
Al momento, il problema principale è rappresentato dall’assenza di nuovi modelli, che non arriveranno prima del 2027-2028, quando sarà il momento dell’avvento delle nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio, il cui debutto è stato più volte rinviato nel tempo. I modelli attuali non li ordina quasi più nessuno, ed è così che la produzione viene bloccata costantemente. Stellantis dovrà tentare di trovare una rapida soluzione per i reparti di lastricatura, verniciatura ed assemblaggio, che resteranno fermi per i primi 16 giorni dell’anno. I lavoratori dovranno così far uso delle ferie del Contratto di Solidarietà, con stipendi ridotti.
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