La Red Bull e Max Verstappen hanno perso di un soffio il titolo piloti nel 2025, e guardano alla nuova stagione cercando il riscatto. Sul nuovo motore c’è però un indizio che non fa ben sperare.
Una stagione ricca di alti e bassi stava per chiudersi con una clamorosa rimonta, poi non andata a buon fine, per Max Verstappen e la Red Bull, protagonisti di un’eccezionale rincorsa nel finale del 2025. L’olandese si è arreso per soli 2 punti alla McLaren di Lando Norris, laureatosi campione del mondo per la prima volta in carriera. Il team di Milton Keynes, dopo la cacciata di Christian Horner e l’avvento di Laurent Mekies nel ruolo di team principal è riuscito a ritrovarsi, ribaltando la RB21 e rendendola di nuovo competitiva.

Il pacchetto introdotto a Monza ha permesso a Verstappen di portare a casa ben sei successi nella fase finale di stagione, sfiorando così un titolo che sarebbe stato leggendario. In vista del 2026, la Red Bull si prepara a portare al debutto la “sua” power unit, sviluppata a Milton Keynes, dal reparto Powertrains, ed alla quale ha collaborato anche la Ford. Dopo la fine della partnership con la Honda si riparte da zero, e qualche dubbio sul nuovo motore è già sorto.
Red Bull, possibile un piccolo ritardo sul nuovo motore termico
Il direttore di Ford Performance, Mark Rushbrook, si è detto soddisfatto del lavoro svolto sulla power unit che equipaggerà la Red Bull RB22, parlando in un’intervista concessa ai microfoni di “Motorsport.com“: “Sta andando tutto secondo i piani e siamo dove volevamo essere, ma tutto prenderà forma quando l’auto andrà in pista. Quel giorno sarà importante, e solo in quel momento capiremo se il lavoro svolto negli ultimi tre anni avrà dato i suoi frutti. Un minimo di tensione c’è sempre quando va in pista una nuova vettura o un nuovo motore per la prima volta“.

Nel corso del fine settimana di Las Vegas, il capo degli ingegneri della Red Bull, Paul Monaghan, aveva fatto riferimento ad un possibile ritardo del motore a combustione interna nella nuova power unit. L’ICE, infatti, non cambierà troppo rispetto a quello attuale, il che significa che una struttura che partiva da zero come quella condivisa con Ford avrebbe potuto avere un piccolo ritardo, come confermato anche da Rushbrook: “Dal mio punto di vista, il ritardo sul motore termico sarebbe minimo, abbiamo riunito persone esperte provenienti da diversi programmi. Anche se fossimo leggermente indietro sulla parte termica, potremmo compensare il gap lavorando nelle altre aree del motore“.





