Marc Marquez ha dominato la stagione 2025 della MotoGP, al debutto assoluto con il team factory Ducati. Secondo Luigi Dall’Igna c’è un aspetto sul quale è chiamato a migliorare prima che sia troppo tardi.
Un 2025 trionfale per la Ducati sta ormai andando in archivio, lasciando il passo ad un nuovo anno in cui non mancheranno le sfide da affrontare. Marc Marquez ha vinto con autorevolezza il nono titolo mondiale della sua carriera, dimostrandosi inarrivabile in sella alla Desmosedici GP25. Sin dalla prima presa di contatto con la moto ufficiale, il nativo di Cervera ha lasciato intendere che per la concorrenza non ci sarebbe stato nulla da fare, chiudendo i conti mondiali già a Motegi, alla fine del mese di settembre.
Giusto in tempo, verrebbe da dire, considerando ciò che è accaduto una settimana più tardi a Mandalika, nel GP dell’Indonesia. Marquez si è gravemente infortunato in un contatto con Marco Bezzecchi, che nel corso del primo giro, con una manovra sconsiderata, lo ha spedito fuori pista, provocandogli un brutto impatto. Marc si è dovuto sottoporre all’ennesimo intervento chirurgico ed ha saltato la fase finale della stagione, tornando in moto giusto pochi giorni fa. La speranza della Ducati è che lo spagnolo torni in perfetta forma in vista del 2026, una stagione che parte in maniera meno scontata rispetto al passato visto il riavvicinamento degli avversari.
Parlando del titolo vinto a Motegi con Marc Marquez, Luigi Dall’Igna non ha nascosto l’emozione nel ricordare quel momento, mostrando una grande ammirazione verso il gioiello che la Ducati è riuscita ad assicurarsi: “Il titolo vinto ci ha regalato una giornata meravigliosa, memorabile, soprattutto come persona più che come ingegnere. Marc ci ha regalato un grande insegnamento, ha dimostrato una grande determinazione, unità a forza di volontà, lucidità ed intelligenza, tutti elementi che ha messo insieme e che sono stati fondamentali per progettare il suo ritorno“.
Dall’Igna non ha risparmiato una piccola critica a Marquez, sottolineando come, alle volte, si prenda dei rischi eccessivi, anche quando ciò non è necessario: “Il limite di Marc è che rischia anche quando non serve, e con più lucidità avrebbe potuto commettere meno errori, evitando alcune cadute“. Va detto che il nativo di Cervera, nella seconda parte della stagione, ha sostanzialmente annullato questi errori, fatta eccezione per la Sprint Race di Misano, risultando del tutto imbattibile sino all’incidente di Mandalika, nel quale non aveva alcun tipo di responsabilità.
Gennaio segna una crescita del 6,2% nel mercato auto con un aumento delle vendite di…
Il Ministero Italiano ha annunciato il nuovo carburante che sarà utilizzato a brevissimo in Italia,…
La SYM è una delle aziende maggiormente in fase di crescita, con questo scooter che…
Perché la cintura è obbligatoria, cosa prevede il Codice della Strada e quali rischi si…
La Jeep Renegade è uno dei modelli più riconoscibili del segmento, capace di unire stile…
La Cina sta trasformando la mobilità elettrica in routine, con colonnine di ricarica che crescono…